Palazzo Laval Della Fargna

4929 km

1 Piazza XIX Giugno Città della Pieve

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Nel cuore del Terziere Castello, sorge uno dei più maestosi edifici di Città della Pieve. È il settecentesco Palazzo Laval della Fargna, costruito nel 1740 in gusto rococò, a lungo dimora della storica famiglia italo-francese ivi stabilitasi nella seconda metà del XVI secolo.

Durante la guerra di Siena (uno dei conflitti franco-spagnoli che coinvolsero l’Italia nel Cinquecento), quest’ultima era alleata con la Francia, mentre l’eterna nemica Firenze era alleata con la Spagna.

Uno degli eventi salienti fu la battaglia combattuta fra il 22 e il 23 marzo 1554 a Chiusi, roccaforte franco-senese che, su ordine di Gian Giacomo Medici di Marignano, doveva essere attaccata dal contingente ispano-fiorentino, comandato dal signore di Perugia Ridolfo Baglioni. A dar manforte a quest’ultimo, si unirono anche diversi mercenari guidati da Ascanio della Corgna.

Le truppe di Baglioni e di Ascanio sarebbero dovute entrare nella fortezza nottetempo, per mezzo di uno strattagemma basato sul presunto tradimento del comandante di Chiusi, Santaccio da Pistoia. Quella che si rivelò una trappola ordita proprio da Santaccio si concluse in un’ecatombe per gli assedianti, gran parte dei quali, incluso Ridolfo, furono trucidati. Ascanio, tuttavia, venne salvato da tal Cecco Laval della Fargna da Lione, comandante francese. Ascanio, preso prigioniero, fu affidato proprio alla custodia di Cecco, fino a quando, su richiesta sia dell’imperatore che del papa, fu rilasciato in quanto nipote di quest’ultimo.

In segno di gratitudine e dell’ormai solida amicizia formatasi fra i due, Ascanio condusse Cecco a Castel della Pieve, nominandolo suo luogotenente e capitano d’arme.

Cecco si stabilì definitivamente nel borgo, ove si sposò e si arricchì, creando la famiglia che in seguito avrebbe acquisito il titolo marchesale, oltre a vaste proprietà terriere.

Il Palazzo, costruito al culmine del prestigio dei Laval della Fargna, è oggi sede del Comune di Città della Pieve e si affaccia su piazza XIX Giugno.

Quest’ultima, antica sede del mercato del bestiame (e, infatti, il suo originario nome era “piazza dei Buoi”), fu così ribattezzata in riferimento al 19 giugno 1944, data della liberazione del borgo durante la seconda guerra mondiale.